CHIESA DI S.ANDREA APOSTOLO

Progetto di un nuovo centro ecclesiastico

 

Piacenza / Italia / 2007

IL SACRO

Il sacro non appartiene alle normali azioni quotidiane, è qualcosa di sovrasensibile  rivolto al trascendentale che viene ospitato in un luogo limitato e riconoscibile, sacro per eccellenza.

Il sacro offre per molte persone un rifugio, un conforto spirituale.

In una chiesa cristiana l'attenzione dei fedeli si rivolge verso una centralità: una zona delimitata dove ha luogo la messa. 

La chiesa può essere vissuta sia come esperienza collettiva che come contemplazione fissa ed isolata del singolo individuo.


Questo progetto architettonico a carattere Sacro prevedeva la realizzazione di un complesso ecclesiastico nella città di Piacenza, collocato entro un’area dismessa.

L’approccio alla progettazione si è concretizzato in una lunga fase di studio dell’area oggetto dell’insediamento, e dei fenomeni che ne hanno permesso l’inedificazione fino ai giorni nostri pur sé pienamente inserita nel tessuto consolidato della città di Piacenza. Lo studio prevedeva inoltre una comprensione precisa dell’evoluzione storica della città e delle ragioni che ne hanno dato origine alla forma e alla tessitura odierna.

Tramite questa fase di analisi, sintetizzata in una tavola nella quale sono rappresentati i “5 segni” rilevatori di come si è strutturata la città, si è arrivati alla conclusione che l’area edificabile sulla quale avremmo progettato era un ex area militare adibita a cementificio, e che il tessuto circostante seguiva una regola ben precisa nella sua formazione, in altre parole tutti gli assi stradali nascevano come perpendicolari di due viabilità principali, Via Della Conciliazione e la Strada Farnesiana.

Il primo problema da risolvere nell’elaborazione del progetto era quello di dare, tramite delle motivazioni razionali e funzionali, una collocazione precisa al luogo in cui sarebbe sorta la nostra Chiesa all’interno di un area così vasta come era quella sulla quale si andava a progettare; questo problema è stato risolto collocando la Chiesa in un punto ideale di intersezione e cerniera tra gli unici due assi perpendicolari alle viabilità principali attraversanti l’area di progetto: il Primo Asse, costituito da un vuoto rettilineo e perpendicolare che metteva in relazione diretta l’area con Via della Conciliazione, ed il Secondo Asse, costituito da Via Bessone, una via che, pur avendo un andamento non rettilineo, si configura come asse perpendicolare alla Strada Farnesiana, e che pone l’area di progetto in comunicazione diretta con il sagrato della Chiesa del Corpus Domini.

Dopo aver stabilito la posizione bisognava dare forma alla Chiesa in modo tale da renderne percepibile a chiunque le motivazioni della collocazione in quel luogo; per fare si è pensato ad una grossa aula longitudinale con struttura puntiforme, illuminata solo lateralmente tramite un disegno di gelosie che ne descrivesse la struttura dall’esterno, e posizionata perpendicolarmente a Via della Conciliazione, nella quale si vanno ad intersecare due muri strutturali in cemento armato, che la tagliano in maniera trasversale seguendo la direzionalità di Via Bessone.

All’interno questa intersezione di strutture differenti ha permesso di distinguere il luogo ad uso del pubblico che assiste alla celebrazione, rappresentato della grossa aula, ed il luogo prettamente dedicato alla messa in scena della Funzione Sacra costituito dai due setti murari strutturali che contenenti al loro interno un percorso composto da: il battistero, ricavato all’interno di un cilindro; il presbiterio, suddiviso in due parti da un piccolo muro obliquo per poter servire anche alla cappella feriale posizionata sul fondo dell’aula; il tabernacolo, costituito da un piccolo totem con delle panche per l’adorazione; e la sacrestia ricavata all’interno di un parallelepipedo.

Come già detto l’illuminazione dell’aula avviene tramite la sequenza di gelosie collocate lungo i muri di tamponamento della struttura, mentre l’illuminazione dei corpi trasversali è assicurata tramite una luce zenitale derivante dalla configurazione della copertura ricavata tra i due setti strutturali e costituente un enorme infisso in vetro sorretto da elementi trave in c.a.

La riconoscibilità della chiesa in facciata è stata significata dall’indietreggiamento di una porzione del muro, e con la collocazione di una grossa croce in calcestruzzo.

I locali accessori, composti da salone parrocchiale, aule per il catechismo, refettorio, uffici dei parroci, alloggi, e caritas, sono stati collocati all’interno del parco progettato negli spazi di risulta del lotto, in stretta relazione con l’edificato esistente, quasi negando il rapporto con la nuova chiesa, che rimane il punto di attrazione privilegiato della zona.

 

Elaborati grafici

Foto del plastico di studio

Viste 3D

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